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Archive for: agosto 2013

Competition in preschool children

This paper presents the validation of Preschool Competition Questionnaire (PCQ). The PCQ was completed by the childcare teachers of 780 French-speaking children between the ages of 36 and 71 months. The results of exploratory factor analysis suggest three dimensions involving neither physical nor relational aggression: other-referenced competition, task-oriented competition, and maintenance of dominance hierarchy. The three dimensions are positively correlated with dominance ratings and are linked to social adjustment. Girls are just as competitive as boys in the dimensions of other-referenced competition and dominance hierarchy maintenance. Task-oriented competition is relatively more important in older children and girls. Classification analysis reveals that the children who obtain the highest dominance ratings are the ones who employ a variety of competition strategies.

To read the article http://www.hindawi.com/journals/cdr/2013/390256/

Reference

Paquette D., Gagnon M., Bouchard L., Bigras M., Schneider B.H. (2013). A New Tool to Explore Children’s Social Competencies: The Preschool Competition Questionnaire. Child Development Research

Competizione in età pre-scolare

Nella società odierna, la competizione interindividuale è presente in svariati contesti, dal lavoro allo sport, fino alla scuola. Generalmente, la competitività interpersonale è definita come il desiderio di fare meglio di altri e di “vincere”.  La competizione orientata all’obiettivo, invece, è definita come il desiderio di eccellere, raggiungere un obiettivo, e fare del proprio meglio. Le due dimensioni descritte, sono state osservate anche in bambini di otto e nove anni, in relazione al contesto sia accademico che sportivo. Mentre la competizione orientata agli altri è alimentata dal desiderio di dimostrarsi superiori agli altri, la competizione orientata al compito ha come obiettivo quello di misurare la propria performance con quella degli altri al fine di migliorare se stesso.

Fino ad ora, non c’è stato alcun strumento per valutare la competizione nei bambini in età prescolare. Alcuni ricercatori hanno studiato i conflitti e le aggressioni nei bambini della scuola primaria. I conflitti con i coetanei si verificano per l’accesso alle risorse (cibo, giocattoli, l’attenzione degli adulti, parti sociali, ecc). L’aggressione fisica è uno dei mezzi più utilizzati dai bambini in competizione per l’accesso alle risorse ambientali e per il dominio. Tuttavia, contrariamente alla credenza comune, l’aggressione fisica non aumenta con l’età, ma diminuisce nella maggior parte dei casi. Questa diminuzione, tuttavia, non significa una riduzione della competizione. Al contrario, i bambini imparano altri mezzi per ottenere ciò che desiderano, ad esempio, la negoziazione, la condivisione e la collaborazione, o attraverso l’uso di forme meno pacifiche come intimidazioni e aggressioni verbali. Con lo sviluppo del linguaggio compare un’altra strategia competitiva, la quale  può essere osservata a partire dall’età di tre anni, in particolare  tra le bambine: l’aggressione relazionale. Si tratta di una forma di comportamento aggressivo per il quale il soggetto intenzionalmente danneggia, o minaccia di danno, la relazione con un coetaneo. Essa comprende atteggiamenti sia diretti (ad esempio, dire ad un compagno che non  sarà invitato alla propria festa) che indiretti (ad esempio, ignorare il compagno e la diffondere  voci, bugie e pettegolezzi malevoli). Questa forma di aggressione permette ad un bambino di isolare un compagno con l’obiettivo finale di incrementare propria rete di influenza.

Lo studio di seguito proposto, ha avuto come obiettivo quello di validare uno strumento in grado di  valutare gli stili di competizione per le risorse in bambini in età prescolare: il Questionario di Competizione Prescolare (PCQ). Il PCQ è stato completato da insegnanti di scuola materna per  780 bambini di lingua francese di età compresa tra 36 e 71 mesi. I risultati di un’analisi fattoriale esplorativa suggeriscono tre dimensioni che non implicano né aggressione fisica né relazionale: competizione orientata agli altri, competizione orientata al compito, e la mantenimento della gerarchia di dominanza (meccanismo che determina una priorità di accesso alle risorse). Le tre dimensioni sono positivamente correlate con i punteggi di dominanza e sono legati all’adattamento sociale. Le bambine sono competitive quanto i bambini nelle dimensioni della competizione orientata agli altri e della gerarchia di dominanza. La competizione orientata al compito è, invece, maggiore nei bambini più grandi.  Una approfondita analisi ha, inoltre, rivelato che i bambini con più alti punteggi di dominanza,  sono quelli che utilizzano una maggiore varietà di strategie di competizione.

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://www.hindawi.com/journals/cdr/2013/390256/

Fonte

Paquette D., Gagnon M., Bouchard L., Bigras M., Schneider B.H. (2013). A New Tool to Explore Children’s Social Competencies: The Preschool Competition Questionnaire. Child Development Research

Working memory spaziale e discalculia

La memoria di lavoro (workin memory – WM) è implicata nel rendimento scolastico, sia per gli aspetti che riguardano la comprensione della lettura sia la matematica. Molti studi hanno confermato il ruolo cruciale della WM nella matematica, infatti si presuppone l’esistenza di un “magazzino” usato nel calcolo aritmetico deputato a “mantenere” per un breve periodo di tempo le informazioni necessarie al problema o alla soluzione. La componente dell’esecutivo centrale della WM (un sistema di controllo attentivo coinvolto nel coordinamento della prestazione), gioca un ruolo importante in semplici addizioni e moltiplicazioni. Invece, il circuito fonologico, deputato al mantenimento e ripasso di informazioni verbali,  sembra essere indispensabile in addizioni e moltiplicazioni complesse. Tuttavia, il rapporto tra discalculia e memoria di lavoro può variare in funzione del tipo di difficoltà aritmetica coinvolta.

L’obiettivo principale dello studio di seguito presentato è quello di esaminare la prestazione di bambini con discalculia e scarse capacità di problem-solving in compiti di memoria di lavoro visiva e spaziale, che comportano alti e bassi livelli di attenzione controllata. I risultati hanno rivelato che i bambini con discalculia, rispetto a bambini con sviluppo tipico, hanno avuti prestazioni peggiori ai compiti di WM spaziale (sia con basso che con alto controllo attentivo). Essi, inoltre, hanno commesso un maggior numero di errori di intrusione nel compito di WM spaziale con alto controllo attentivo, rispetto al gruppo di controllo. Il campione è stato poi suddiviso in due: bambini con gravi difficoltà di calcolo e bambini con basso rendimento matematico. Confronti tra questi due sottogruppi hanno posto in evidenza come solo i bambini con gravi difficoltà matematiche fallivano nei compiti di memoria di lavoro spaziale.

I risultati potrebbero essere discussi in base alle loro implicazioni cliniche, in particolare considerando che i bambini con discalculia potrebbero beneficiare di training di WM spaziali per risolvere i problemi aritmetici. Ad esempio, creare delle rappresentazioni spaziali del problema aritmetico, a partire da compiti che coinvolgono bassi livelli di attenzione controllata.

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://wmlabs.psy.unipd.it/Publication/mammarella/Passolunghi,%20Mammarella_2011_Journal%20of%20Learning%20Disabilities.pdf

Fonte

Passolunghi M.C., Mammarella I.C. (2011) Selective Spatial Working Memory Impairment in a Group of Children With Mathematics Learning Disabilities and Poor Problem-Solving Skills. Journal of Learning Disabilities.