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Cecità e cognizione spaziale

Lo studio di individui ciechi offre un’opportunità unica per analizzare il ruolo della visione in una vasta gamma di processi cognitivi e percettivi e nello sviluppo del cervello . Inoltre, distinguendo tra cecità congenita ed acquisita, è possibile valutare il ruolo evolutivo dell’esperienza visiva per una varietà di fenomeni cognitivi .

La cecità spesso di associa ad una riorganizzazione adattiva delle aree neurali che risultano essere risparmiate, il che si traduce in un potenziamento o affinamento delle altre modalità sensoriali (es. nitidezza uditiva, riconoscimento tattile). Eppure, le modalità non visive potrebbero non essere in grado di compensare pienamente la mancanza di esperienza visiva , come nel caso di cecità congenita. Come suggeriscono gli autori delle review qui proposta, l’esperienza evolutiva visiva sembra essere necessaria per la maturazione dei neuroni multisensoriali implicati nelle attività spaziali. Inoltre, la capacità di raccogliere e trasmettere in parallelo più informazioni, potrebbe non essere completamente compensata, dunque  la mancanza di esperienza visiva potrebbe danneggiare tutte le attività spaziali che richiedono l’integrazione di input sensoriali. Maggiormente compromessa è la capacità di rappresentare un insieme di oggetti sulla base delle relazioni spaziali tra gli oggetti  stessi (prospettiva allocentrica), piuttosto che la relazione spaziale che ogni oggetto ha con il punto di vista dell’osservatore (prospettiva egocentrica).

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://webspace.qmul.ac.uk/mproulx/PasqualottoProulx2012.pdf

Fonte

Pasqualotto A., Proulx M.J. (2012). The role of visual experience for the neural basis of spatial cognition. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 36, 1179–1187.

Anorexia and autism: traits in common?

Patients with anorexia may have elevated autistic traits. In this study, we tested test whether patients with anorexia nervosa (anorexia) have an elevated score on a dimensional measure of autistic traits, the Autism Spectrum Quotient (AQ), as well as on trait measures relevant to the autism spectrum: the Empathy Quotient (EQ), and the Systemizing Quotient (SQ). Two groups were tested: (1) female adolescents with anorexia: n = 66, aged 12 to 18 years; and (2) female adolescents without anorexia: n =1,609, aged 12 to 18 years. Both groups were tested using the AQ, EQ, and SQ, via the parent-report adolescent versions for patients aged 12 to 15 years old, and the self-report adult versions for patients aged over 16 years. As predicted, the patients with anorexia had a higher AQ and SQ. Their EQ score was reduced, but only for the parent-report version in the younger age group. Using EQ-SQ scores to calculate ‘cognitive types’, patients with anorexia were more likely to show the Type S profile (systemizing (S) better than empathy (E)), compared with typical females. Females with anorexia have elevated autistic traits. Clinicians should consider if a focus on autistic traits might be helpful in the assessment and treatment of anorexia. Future research needs to establish if these results reflect traits or states associated with anorexia.

To read the article http://www.molecularautism.com/content/pdf/2040-2392-4-24.pdf

Reference

Baron-Cohen S., Jaffa T., Davies S., Auyeung B., Allison C., Wheelwright S. (2013). Do girls with anorexia nervosa have elevated autistic traits? Molecular Autism, 4(24).

Anoressia e autismo: tratti in comune?

Anoressia e autismo… due condizioni psicopatologiche apparentemente agli antipodi, così diverse. L’anoressia: disturbo alimentare, definito da un rifiuto di mantenere un peso corporeo minimo ( > 15 % al di sotto del peso corporeo atteso), eccessiva preoccupazione per il cibo e il peso, ha un esordio adolescenziale ed è maggiormente diagnosticato tra le ragazze. L’autismo: difficoltà sociali e di comunicazione accanto ad interessi insolitamente ristretti, il comportamento fortemente ripetitivo e stereotipato, diagnosticato nella prima infanzia e con maggiore frequenza tra i maschi.

Ma anoressia e autismo potrebbero avere tratti comuni. È quanto sottolineato in una ricerca condotta al Cambridge University’s Autism Research Centre. La ricerca è stata condotta su un campione particolarmente rappresentativo di adolescenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni. Dopo aver confrontato  66 adolescenti affette da anoressia con 1.609 ragazze senza alcun disturbo, gli esperti hanno dimostrato che le giovani del primo gruppo avevano maggiori probabilità di presentare caratteristiche proprie dell’autismo (AQ) e un ridotto quoziente di empatia. Giungendo alla conclusione che l’anoressia e l’autismo hanno delle peculiarità in comune: rigidità nelle relazioni interpersonali, tendenza all’isolamento e un’eccessiva attenzione ai particolari. Che si riflettono anche nella struttura e nel funzionamento di determinate aree del cervello. Una scoperta che potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici per questo tipo di disturbo alimentare.

Un altro elemento rilevante emerso dallo studio riguarda la sostanziale differenza nel tratto di manifestazione dei comportamenti anoressici, in quanto sembrano emergere due “stili” di comportamento prevalenti (tra i tratti in comune con l’autismo) tra le pazienti anoressiche: uno tendente all’isolamento affettivo e all’auto-centratura cognitiva, l’altro più incline allo sviluppo di tendenze e pensieri di tipo ossessivo. Anche questi dati potranno contribuire ad indirizzare il lavoro dei terapeuti che trattano questo disagio.

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://www.molecularautism.com/content/pdf/2040-2392-4-24.pdf

Fonte

Baron-Cohen S., Jaffa T., Davies S., Auyeung B., Allison C., Wheelwright S. (2013). Do girls with anorexia nervosa have elevated autistic traits? Molecular Autism, 4(24).