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Archive for: novembre 2013

Gestire le terapie complesse nel paziente anziano

L’invecchiamento della popolazione richiede che i servizi sanitari tutelino la salute, il benessere e la qualità della vita di una quota crescente della cittadinanza. Sempre più anziani sono colpiti da una o più malattie cronico-degenerative e quindi chiamati a gestire schemi terapeutici complessi. Questa è una delle sfide più importanti per i sistemi sanitari occidentali che, seppur in modi differenti, stanno ridefinendo l’offerta di servizi al cittadino, dando una nuova centralità alla medicina di territorio e riservando agli ospedali la cura delle fasi acute o l’erogazione di prestazioni specialistiche.

Nel contributo di seguito indicato viene proposta una riflessione sui modi in cui i Medici di Medicina Generale (MMG) contribuiscono a garantire l’autonomia della popolazione anziana, supportandola nella gestione di terapie complesse nelle proprie abitazioni. A questo scopo è stato adoperato il concetto di user configuration (Woolgar e Grint, 1997; Oudshoorn et al., 2004), proveniente dagli studi sociali su scienza e tecnologia. Tale concetto porta a concentrarsi su:

– il processo di configurazione del paziente e degli altri attori coinvolti nella sua cura quotidiana sotteso dalle terapie complesse;

– le pratiche adottate dai MMG per mettere i pazienti e i loro caregivers in condizione di gestire autonomamente una terapia complessa.

Per consultare l’intero articolo  http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/11/ATTI-AISC2013.pdf

Fonte

Miele F., Piras E., Bruni A., Coletta C., Zanutto A. (2013). La medicina generale come lavoro di configurazione: gestire le terapie complesse nel paziente anziano. Atti del X Convegno Annuale AISC 2013, 271-276.

Abilità linguistiche ed extralinguistiche in pazienti con afasia

L’afasia è una condizione patologica che si verifica prevalentemente a seguito di una lesione cerebrale in specifiche aree dell’emisfero sinistro, che comporta deficit che limitano gravemente l’efficacia comunicativa nella vita quotidiana. Tradizionalmente sono state indagate soprattutto le implicazioni sul piano del linguaggio e sono stati proposti numerosi strumenti per la valutazione del puro deficit linguistico: WAB (Kertesz, 1982), BADA (Miceli et al., 1994), Test dei Gettoni (De Renzi e Vignolo, 1962).

Anche la componente gestuale della comunicazione, tuttavia, sembra compromessa. Alcuni studi hanno evidenziato prestazioni deficitarie dei pazienti con lesione cerebrale sinistra nella comprensione di atti comunicativi complessi, come inganni e ironie, espresse attraverso i gesti. La performance era, invece, paragonabile a quella dei soggetti di controllo nei compiti comunicativi più semplici. Sebbene l’utilizzo di gesti possa rappresentare una modalità di compenso del deficit linguistico nei pazienti afasici, questo sembra valere solo per compiti che non implichino la gestione di rappresentazioni mentali complesse.

Lo studio di seguito proposto, esposto nella sezione Poster del X Convegno Annuale AISC 2013, ha avuto come obiettivo quello di fornire un quadro delle abilità comunicative linguistiche ed extralinguistiche, in comprensione e in produzione, in un campione di pazienti afasici.

Per consultare l’intero articolo   http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/11/ATTI-AISC2013.pdf

Fonte

Gabbatore I., Angeleri R., Bara B.G., Bosco F.M., Sacco K. (2013) Abilità linguistiche ed extralinguistiche in pazienti con afasia. Atti del X Convegno Annuale AISC 2013, 255-262.

Inf@nzia digitales: bambini verso la tecnologia

Tecnologia di nuova concezione, software intelligenti e hardware progettato ad hoc per la scuola materna e per le elementari. Questo comprendono i progetti Inf@nzia Digitales 3.6 e Block Magic, nati al NAC (Natural and Artificial Cognition Lab) dell’Università Federico II di Napoli. Sono una conseguenza dell’altro. Prima è venuto Block Magic (http://www.blockmagic.eu/), che è già attivo in via sperimentale nella città di Roma, in Provincia di Trento e in Campania. Il successo di Block Magic ha portato alla nascita di Inf@nzia Digitales 3.6, progetto che parte in questi giorni grazie a un finanziamento da parte del Miur (13,2 milioni di euro).

Obiettivo di entrambi i progetti è “traghettare la scuola verso il mondo digitale senza però dimenticarne le origini”, ma piuttosto cercando di creare una scuola Montessori 2.0.  Essi si fondano sulla teoria dell’embodied and situated cognition , secondo cui la nostra interazione sensitivo-motoria determina l’organizzazione delle strutture neuro-cognitive. Detto in altri termini, tutto quel che ha a che fare con la sfera psico-educativa è fortemente legato, come insegnava la Montessori, alla nostra capacità di fare e manipolare cose e oggetti, ed è evidente che oggi a differenza di quel accadeva solo qualche anno fa gli oggetti che ci circondano molto più intelligenti, aprendo così potenzialità formative ancora tutte da scoprire.

Con Inf@nzia Digitales 3.6, si vuole soprattutto rinnovare l’ambiente scolastico in chiave tecnologica, per migliorare la qualità dell’apprendimento. Vengono utilizzate la tecnologia RFID/NFC, ma anche realtà aumentata, Smart Objects, smartphone, riconoscimento vocale, della scrittura e dei movimenti del corpo.

Capofila del progetto è la Engineering Ingegneria Informatica, azienda italiana del settore nuove tecnologie della comunicazione, cui si affiancano Fastweb, Interactive Media e iCampus, consorzio di Confindustria Campania. Sul fronte della ricerca figurano tra i partner il NAC, il Dipartimento di Ingegneria elettrica e Matematica applicata (Diem) dell’Università di Salerno, il il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CORIS) della Sapienza di Roma e il Dipartimento di Ingegneria e Scienze informatiche dell’Università di Trento. Il progetto sarà sperimentato sul campo da tre enti locali: la città di Roma, la Provincia di Trento e l’Ufficio Scolastico della Regione Campania.

Fonte

http://mytech.panorama.it/infanzia-digitales-scuola

ANNO 1 – VOLUME 2 – SPECIAL ISSUE : ATTI DEL X CONVEGNO ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SCIENZE COGNITIVE.

SPECIAL ISSUE : ATTI DEL X CONVEGNO ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SCIENZE COGNITIVE. ANNO 1 – VOLUME 2 

 “Le scienze cognitive: paradigmi sull’uomo e la tecnologia” è il titolo del decimo convegno annuale dell’Associazione Italiana di Scienze Cognitive (AISC) organizzato in collaborazione con il “Natural and Artificial Cognition Lab” (NAC) dell’Università Federico II, che si è tenuto a Napoli dal 19 al 22 novembre 2013. Il programma ha visto numerose presentazioni orali, una sessione poster, alcuni simposi e un tutorial. Il tema del convegno “paradigmi sull’uomo e la tecnologia” è stato esplorato in varie direzioni e con differente intensità come è nella migliore tradizione delle Scienze Cognitive, affrontando temi di ricerca applicativi e teorici inerenti la riabilitazione cognitiva, la gestione delle terapie complesse, l’educazione sanitaria, le tecnologie dell’apprendimento, le dipendenze comportamentali, il modellamento cognitivo, la creatività, le pratiche sociali cognitivamente orientate, la comunicazione e la vocalità, la teoria cognitiva sociale, la simulazione, e molti altri ancora.Tutti gli articoli sono stati valutati con tre review seguendo il metodo di double-blind peer review. La pubblicazione degli atti del convegno AISC2013 sulla rivista NeaScience offre un canale privilegiato per la disseminazione di queste ricerche a forte vocazione interdisciplinare, che è rivolta non solo a ricercatori, ma anche a professionisti, cultori della materia e persone interessate a vario titolo. La trattazione interdisciplinare, infatti, oltre ad essere il valore aggiunto della scienza di oggi e di domani, favorisce l’accesso del lettore al contenuto dei temi trattati.

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