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Gestire le terapie complesse nel paziente anziano

L’invecchiamento della popolazione richiede che i servizi sanitari tutelino la salute, il benessere e la qualità della vita di una quota crescente della cittadinanza. Sempre più anziani sono colpiti da una o più malattie cronico-degenerative e quindi chiamati a gestire schemi terapeutici complessi. Questa è una delle sfide più importanti per i sistemi sanitari occidentali che, seppur in modi differenti, stanno ridefinendo l’offerta di servizi al cittadino, dando una nuova centralità alla medicina di territorio e riservando agli ospedali la cura delle fasi acute o l’erogazione di prestazioni specialistiche.

Nel contributo di seguito indicato viene proposta una riflessione sui modi in cui i Medici di Medicina Generale (MMG) contribuiscono a garantire l’autonomia della popolazione anziana, supportandola nella gestione di terapie complesse nelle proprie abitazioni. A questo scopo è stato adoperato il concetto di user configuration (Woolgar e Grint, 1997; Oudshoorn et al., 2004), proveniente dagli studi sociali su scienza e tecnologia. Tale concetto porta a concentrarsi su:

– il processo di configurazione del paziente e degli altri attori coinvolti nella sua cura quotidiana sotteso dalle terapie complesse;

– le pratiche adottate dai MMG per mettere i pazienti e i loro caregivers in condizione di gestire autonomamente una terapia complessa.

Per consultare l’intero articolo  http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/11/ATTI-AISC2013.pdf

Fonte

Miele F., Piras E., Bruni A., Coletta C., Zanutto A. (2013). La medicina generale come lavoro di configurazione: gestire le terapie complesse nel paziente anziano. Atti del X Convegno Annuale AISC 2013, 271-276.

Abilità linguistiche ed extralinguistiche in pazienti con afasia

L’afasia è una condizione patologica che si verifica prevalentemente a seguito di una lesione cerebrale in specifiche aree dell’emisfero sinistro, che comporta deficit che limitano gravemente l’efficacia comunicativa nella vita quotidiana. Tradizionalmente sono state indagate soprattutto le implicazioni sul piano del linguaggio e sono stati proposti numerosi strumenti per la valutazione del puro deficit linguistico: WAB (Kertesz, 1982), BADA (Miceli et al., 1994), Test dei Gettoni (De Renzi e Vignolo, 1962).

Anche la componente gestuale della comunicazione, tuttavia, sembra compromessa. Alcuni studi hanno evidenziato prestazioni deficitarie dei pazienti con lesione cerebrale sinistra nella comprensione di atti comunicativi complessi, come inganni e ironie, espresse attraverso i gesti. La performance era, invece, paragonabile a quella dei soggetti di controllo nei compiti comunicativi più semplici. Sebbene l’utilizzo di gesti possa rappresentare una modalità di compenso del deficit linguistico nei pazienti afasici, questo sembra valere solo per compiti che non implichino la gestione di rappresentazioni mentali complesse.

Lo studio di seguito proposto, esposto nella sezione Poster del X Convegno Annuale AISC 2013, ha avuto come obiettivo quello di fornire un quadro delle abilità comunicative linguistiche ed extralinguistiche, in comprensione e in produzione, in un campione di pazienti afasici.

Per consultare l’intero articolo   http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/11/ATTI-AISC2013.pdf

Fonte

Gabbatore I., Angeleri R., Bara B.G., Bosco F.M., Sacco K. (2013) Abilità linguistiche ed extralinguistiche in pazienti con afasia. Atti del X Convegno Annuale AISC 2013, 255-262.