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Archive for: gennaio 2015

La giustizia limbica. Come reagiamo di fronte alle ingiustizie?

La moralità e l’etica sono tematiche da tempo ampiamente indagate dalla psicologia, la quale ha cercato di capire meglio quale potesse essere il funzionamento alla base delle scelte fatte dalle persone quando sono poste di fronte a un “dilemma morale”. Un fattore importante, con un impatto di rilievo sul processo decisionale, è l’influenza dei processi emotivi. Studi di brain imaging hanno mostrato che i processi emotivi sono attivi nel processo decisionale. Tuttavia, è difficile identificare il ruolo causale delle diverse sub-regioni coinvolte nel decision making.

Quindi, richiamando il dualismo cartesiano, le indagini sono iniziate con la classica contrapposizione tra “razionalità” e “emozione”. Ad un primo sguardo, non vi sarebbero dubbi: un “giudizio” morale, lo dice la parola stessa, implica per forza un’azione volontaria e razionale della persona, una procedura per così dire “pensata”. Uno dei paradigmi sperimentali più usati per studiare questa relazione è l’Ultimatum Game, che ha rivelato come in genere i soggetti mostrano la tendenza a punire i comportamenti sleali degli altri, nonostante ricevessero entrambi una perdita economica. Precedenti studi di brain imaging hanno suggerito che la decisione di punire comporta complesse elaborazioni corticali. Tuttavia, la pena comporta anche una immediata risposta emotiva aggressiva, un comportamento spesso legato a strutture sottocorticali come l’amigdala.

Nello studio di seguito proposto, viene presentato un modello che unisce questi punti di vista. Gli autori hanno progettato un paradigma che permette di misurare l’attività di regioni cerebrali sottocorticali (RM) durante un Ultimatum Game, mentre allo stesso tempo utilizzavano un approccio farmacologico teso a sopprimere le reazione emotiva e l’attività dell’amigdala.

I risultati hanno mostrato il cervello, di fronte a una situazione ingiusta, reagisca con una maggiore attivazione delle aree dell’amigdala, rispetto a quelle corticali. Inoltre, nel momento in cui l’attività dell’amigdala viene inficiata dalla somministrazione di benzodiazepine, le reazioni di fronte a una situazioni ingiusta sono meno nette, e cresce nei soggetti sperimentali la disponibilità ad accettare evidenti ingiustizie.

Questi risultati consentono un rilevamento anatomico funzionale delle prime componenti neurali del rifiuto associato alle reazioni emotive. Pertanto, l’atto di immediato rigetto sembra essere mediato dal sistema limbico e non è esclusivamente guidata da processi corticali.

Tali risultati, inoltre, mostrano che un farmaco comunemente usato possa influenzare l’autonomia e i processi decisionali.

Per consultare l’intero articolo in inglese                http://www.plosbiology.org/article/fetchObject.action?uri=info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pbio.1001054&representation=PDF

Fonte

Gospic K., Mohlin E., Fransson P., Petrovic P., Johannesson M., Ingvar M. (2011). Limbic Justice—Amygdala Involvement in Immediate Rejection in the Ultimatum Game. Plos Biology, 9(5)