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DSM-V: ripensamenti sulla sindrome di Asperger

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L’uscita del nuovo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali  ha suscitato notevoli dibattiti, perché contiene criteri diagnostici spesso discutibili che potrebbero moltiplicare i pazienti psichiatrici e disseminare nuove malattie. Una, tra le principali modifiche, riguarda l’autismo. Il Gruppo di Lavoro del DSM-V ha infatti proposto  una nuova unica categoria: “Disturbo dello Spettro Autistico”, che include il Disturbo Autistico (autismo), la Sindrome di Asperger, il Disturbo disintegrativo dell’infanzia, e i disturbi pervasivi dello sviluppo non altrimenti specificati. La differenziazione dello spettro autistico rispetto allo sviluppo tipico e ad altri disturbi non nello spettro è fatta con validità ed efficacia; mentre la distinzione tra i diversi disturbi è stata trovata inconsistente nel tempo, variabile tra i diversi luoghi in cui è stata effettuata la diagnosi, e spesso associata alla severità, livello linguistico o intelligenza invece che alle caratteristiche specifiche dei diversi disturbi.

Una caratteristica importante dei criteri proposti per il Disturbo dello Spettro Autistico è un cambiamento da tre (triade autistica) a due domini: “Deficit Socio-Comunicativi” e “Schemi di comportamento fissi e ripetitivi”. I membri del gruppo di lavoro hanno osservato che i deficit di linguaggio non sono né universali nell’autismo, né devono essere considerati come una caratteristica di definizione della diagnosi.

Concettualizzare l’autismo come uno “spettro” piuttosto che una entità diagnostica categoriale è in linea con la ricerca esistente. La proposta di eliminare disturbo di Asperger come entità clinica “distinta” è stata suffragata anche dalle difficoltà nel riuscire a delineare confini chiari che lo separassero da altri disturbi autistici. La ricerca e l’esperienza clinica suggeriscono che non vi è alcuna chiara evidenza che la sindrome di Asperger e l’autismo ad alto funzionamento siano disturbi diversi, sono maggiori le somiglianze piuttosto che le differenze.

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://www.omicsgroup.org/journals/2165-7890/2165-7890-2-e113.pdf

Fonte:

Wilkinson L. (2012) DSM-5: Rethinking Asperger’s Disorder. Autism , 2(4).

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