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Atti comunicativi intenzionali nell’autismo

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I criteri diagnostici del DSM-IV per l’autismo si basano su menomazioni sostanziali nella comunicazione e nelle interazioni sociali. Secondo alcune stime, circa il 25% delle persone con autismo non intraprende un discorso intenzionalmente. Inoltre, essi tendono anche a mostrare comportamenti restrittivi, ripetitivi e stereotipati. Inoltre, i bambini con autismo “non verbali” usano comportamenti meno complessi nei loro atti comunicativi rispetto ai bambini con sviluppo tipico, che usano il linguaggio come principale strumento di comunicazione. Per esempio, se un bambino con autismo vuole un oggetto, semplicemente cercherà di raggiungerlo o compirà un gesto, come esempio indicare. In generale, sono poche le ricerche sistematiche su atti comunicativi intenzionali nei bambini con autismo non-verbali, e quindi, vi è la necessità di prende in esame i rapporti tra l’antecedente di un atto comunicativo , la forma e la funzione dell’atto comunicativo, e la risposta fornita da un insegnante al bambino.

Nello studio di seguito proposto, sono stati esaminati gli atti comunicativi, sia spontanei che evocati in bambini con autismo non-verbali, all’interno di un ambiente naturalistico (in aula). Lo scopo era quello di indagare quali sono gli antecedenti di maggior successo in grado di evocare un atto comunicativo intenzionale; quali sono le forme più comuni di atti comunicativi utilizzate dai bambini con autismo; quali sono le funzioni di tali atti comunicativi; in che modo gli insegnanti rispondono agli atti comunicativi intenzionali realizzati dai bambini con autismo.

Tutti i partecipanti frequentavano la  stessa scuola speciale per bambini con autismo, ma erano in classi diverse. Ciascuno veniva osservato per 30 minuti durante una tipica giornata scolastica. Un osservatore codificava la presenza/assenza di un antecedente, la forma e la funzione dell’atto comunicativo, e la risposta del maestro. I risultati hanno mostrato che circa il 41% degli atti comunicativi osservati erano spontanei, il 59% evocati. I principali antecedenti in grado di evocare degli atti comunicativi erano prompt  verbali, e la maggior parte degli atti comunicativi evocati erano di natura fisica (cioè atti motori e gesti). Invece, l’uso del Picture Exchange Communication System (PECS) era maggiore per gli atti comunicativi spontanei, la cui principale funzione era la richiesta. Sono state poste in evidenza un elevato numero di “non risposta” da parte degli insegnanti, anche a seguito di atti comunicativi evocati. Questi risultati suggeriscono che gli insegnanti non promuovono in maniera attiva la comunicazione intenzionale quanto potrebbero.

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://www.hindawi.com/journals/cdr/2013/296039/

Fonte

Drain S., Engelhardt P.E. (2013) Naturalistic Observations of Nonverbal Children with Autism: A Study of Intentional Communicative Acts in the Classroom . Child Development Research.

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