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Competizione in età pre-scolare

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Nella società odierna, la competizione interindividuale è presente in svariati contesti, dal lavoro allo sport, fino alla scuola. Generalmente, la competitività interpersonale è definita come il desiderio di fare meglio di altri e di “vincere”.  La competizione orientata all’obiettivo, invece, è definita come il desiderio di eccellere, raggiungere un obiettivo, e fare del proprio meglio. Le due dimensioni descritte, sono state osservate anche in bambini di otto e nove anni, in relazione al contesto sia accademico che sportivo. Mentre la competizione orientata agli altri è alimentata dal desiderio di dimostrarsi superiori agli altri, la competizione orientata al compito ha come obiettivo quello di misurare la propria performance con quella degli altri al fine di migliorare se stesso.

Fino ad ora, non c’è stato alcun strumento per valutare la competizione nei bambini in età prescolare. Alcuni ricercatori hanno studiato i conflitti e le aggressioni nei bambini della scuola primaria. I conflitti con i coetanei si verificano per l’accesso alle risorse (cibo, giocattoli, l’attenzione degli adulti, parti sociali, ecc). L’aggressione fisica è uno dei mezzi più utilizzati dai bambini in competizione per l’accesso alle risorse ambientali e per il dominio. Tuttavia, contrariamente alla credenza comune, l’aggressione fisica non aumenta con l’età, ma diminuisce nella maggior parte dei casi. Questa diminuzione, tuttavia, non significa una riduzione della competizione. Al contrario, i bambini imparano altri mezzi per ottenere ciò che desiderano, ad esempio, la negoziazione, la condivisione e la collaborazione, o attraverso l’uso di forme meno pacifiche come intimidazioni e aggressioni verbali. Con lo sviluppo del linguaggio compare un’altra strategia competitiva, la quale  può essere osservata a partire dall’età di tre anni, in particolare  tra le bambine: l’aggressione relazionale. Si tratta di una forma di comportamento aggressivo per il quale il soggetto intenzionalmente danneggia, o minaccia di danno, la relazione con un coetaneo. Essa comprende atteggiamenti sia diretti (ad esempio, dire ad un compagno che non  sarà invitato alla propria festa) che indiretti (ad esempio, ignorare il compagno e la diffondere  voci, bugie e pettegolezzi malevoli). Questa forma di aggressione permette ad un bambino di isolare un compagno con l’obiettivo finale di incrementare propria rete di influenza.

Lo studio di seguito proposto, ha avuto come obiettivo quello di validare uno strumento in grado di  valutare gli stili di competizione per le risorse in bambini in età prescolare: il Questionario di Competizione Prescolare (PCQ). Il PCQ è stato completato da insegnanti di scuola materna per  780 bambini di lingua francese di età compresa tra 36 e 71 mesi. I risultati di un’analisi fattoriale esplorativa suggeriscono tre dimensioni che non implicano né aggressione fisica né relazionale: competizione orientata agli altri, competizione orientata al compito, e la mantenimento della gerarchia di dominanza (meccanismo che determina una priorità di accesso alle risorse). Le tre dimensioni sono positivamente correlate con i punteggi di dominanza e sono legati all’adattamento sociale. Le bambine sono competitive quanto i bambini nelle dimensioni della competizione orientata agli altri e della gerarchia di dominanza. La competizione orientata al compito è, invece, maggiore nei bambini più grandi.  Una approfondita analisi ha, inoltre, rivelato che i bambini con più alti punteggi di dominanza,  sono quelli che utilizzano una maggiore varietà di strategie di competizione.

Per consultare l’intero articolo in inglese  http://www.hindawi.com/journals/cdr/2013/390256/

Fonte

Paquette D., Gagnon M., Bouchard L., Bigras M., Schneider B.H. (2013). A New Tool to Explore Children’s Social Competencies: The Preschool Competition Questionnaire. Child Development Research

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