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Quando essere bravi non è abbastanza

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Come si può ottenere il massimo dal lavoro ed essere pienamente soddisfatto? Avere buone capacità e sviluppare le abilità necessarie non sembra essere sufficiente. Molte persone, nonostante utilizzino le giuste strategie e strumenti per lavorare in maniera ottimale, provano insoddisfazione, burnout o ansia. Tali fattori possono condurre a tipiche conseguenze: assenteismo, abbandono, o anche disturbi psicologici.

In generale, la soddisfazione sul lavoro è un aspetto spesso legato al benessere. Essa può essere definita come “uno stato emotivo positivo, piacevole, risultante dalla percezione della propria attività lavorativa”. Inoltre, la soddisfazione sul lavoro è particolarmente cruciale per gli insegnanti, non solo perché la sua mancanza è associata al burnout, ma soprattutto perché gli insegnanti demotivati riducono la motivazione degli studenti stessi, attraverso il contagio emotivo e l’incapacità di soddisfare le loro esigenze.

Alcune ricerche hanno chiaramente dimostrato che gli insegnanti di successo non solo insegnano bene e sono in grado di creare ambienti di apprendimento ottimali, ma sperimentano anche benessere e soddisfazione sul lavoro: essere in grado di fornire buona istruzione ed essere soddisfatto del proprio lavoro sono entrambe condizioni necessarie per la definizione di un insegnante efficace.

Nello studio di seguito proposto, è stata valutata la soddisfazione sul lavoro di un insegnante come eventualmente correlata a : (1) pratiche di insegnamento, ossia quanto sono efficaci e flessibili le strategie  utilizzate, (2) auto-efficacia, e (3) stati emotivi positivi. 399 insegnanti hanno compilato scale di auto-valutazione preposte all’indagine delle suddette variabili. I risultati hanno mostrato un significativo ruolo di mediazione sia delle emozioni positive che delle convinzioni di autoefficacia nella relazione tra strategiche/pratiche di insegnamento e soddisfazione sul lavoro. Dunque, tali dati implicano che un “buon insegnamento” non è sufficiente. Sono necessari insegnanti  che insegnano bene e adottano buone strategie e pratiche, ma che amano anche il loro lavoro, dove ‘amore’ significa sia ‘propensione’, prediligendo sentimenti positivi dal lavorare con studenti e colleghi, sia ‘gestione’, ossia sentirsi capaci ed in grado di superare le difficoltà incontrate nella didattica. Non importa quanto sforzo si impieghi nello svolgere un’attività, essa non darà soddisfazione se non si ama quello che si sta facendo.

Per consultare l’intero articolo in inglese    http://jamiesmithportfolio.com/EDTE800/wp-content/Self-Efficacy/Moe.pdf

Fonte

Moè A., Pazzaglia F., Ronconi L. (2010). When being able is not enough. The combined value of positive affect and self-efficacy for job satisfaction in teaching. Teaching and Teacher Education, 26, 1145-1153.

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