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Ti fidi dei tuoi ricordi?

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La gente di solito ritiene che quello che ricorda sia vero, e basa le proprie azioni sul presupposto secondo il quale i propri ricordi siano accurati e affidabili . Anche se questa ipotesi potrebbe essere corretta nella maggior parte delle situazioni, numerose ricerche hanno dimostrato che la memoria è fallibile, suggestionabile e, quindi, spesso distorta. Tra le altre, una delle “trappole” della memoria è il misinformation effect (Loftus, 2005, review): l’influenza di informazioni fuorvianti sui ricordi. Il paradigma è costituito tipicamente da tre fasi:

  • il soggetto assiste ad un evento,
  • viene esposto ad informazioni fuorvianti su alcuni dettagli dell’evento,
  • esegue un compito di memoria (richiamo).

Qualora le informazioni svianti vengano incluse e ricordate come parte dell’evento, si crea un “falso ricordo”. In che modo tale effetto ha luogo? La traccia mnestica originaria è danneggiata o semplicemente inaccessibile? Una delle possibili spiegazioni è quella dell’attribuzione erronea: poiché le informazioni ingannevoli si integrano ai ricordi reali, è possibile che i soggetti dimenticano la loro fonte ed erroneamente le attribuiscono all’evento originale.

Lo studio di seguito proposto ha cercato di valutare l’effetto dello stato d’animo sul grado di suggestionabilità al misinformation effect. Le nostre esperienze sono sempre colorate da una certa valenza affettiva, dunque è importante cercare di capire se e come i nostri sentimenti possono influenzare il contenuto e la precisione dei ricordi. I risultati hanno confermato che i partecipanti sono stati tratti in inganno dalle false informazioni fornite e che lo stato d’animo non ha avuto un effetto significativo sul misinformation effect, quanto sulla fiducia dei soggetti nei propri ricordi. Quando si è tristi, le persone danno maggiore credito e fiducia ad informazioni fornite dagli altri, rispetto invece a quando sono felici o arrabbiati. Tali evidenze hanno importanti implicazioni giuridico-cliniche, infatti la fiducia e la certezza dei propri ricordi sono fattori molti influenti nel determinare l’affidabilità delle testimonianze oculari.

Per consultare l’intero articolo in inglese  https://perswww.kuleuven.be/~u0047514/pdf/Journal_of_Cognitive_Psychology_2013.pdf

Fonte

Van Damme I., Seynaeve L. (2013). The effect of mood on confidence in false memories. Journal of Cognitive Psychology, 25 (3), 309-318.

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