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Motivazione: un modello neuro-cognitivo

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Nel contributo qui proposto si sostiene l’ipotesi che la motivazione ad apprendere emerga dal realizzarsi di una certa con-formità strutturale tra alcuni schemi concettuali presenti nel soggetto che apprende (rappresentazioni motorie) e la con-figurazione che viene ad assumere, per il soggetto, una certa situazione-stimolo. L’idea è che la conformità strutturale sia regolata dalle relazioni “di scopo” che collegano i diversi concetti (o le azioni che essi codificano) e che sia proprio la possibilità di cogliere le relazioni “intenzionali” tra concetti, o le azioni, ad attivare le condizioni (attenzione) che pre-dispongono o “muovono verso” (motivazione) la preparazione di un comportamento adattivo in risposta ad uno stimolo.

In tale prospettiva, la distinzione tra motivazione intrinseca ed estrinseca non sembrerebbe più tanto significativa, poiché la spinta ad agire emergerebbe dalla costante e imprescindibile relazione tra soggetto e mondo, tra configurazioni interne ed esterne. Sarebbe forse più utile chiedersi se la digitalizzazione dell’informazione, esponendo sempre più le nuove generazioni a stimolazioni visive, favorirà o danneggerà la creatività e la motivazione ad apprendere, considerato che il riconoscimento di configurazioni da parte del cervello ha preceduto la logica.

Per consultare l’intero articolo  http://www.aisc-net.org/home/wp-content/uploads/2013/11/ATTI-AISC2013.pdf

Fonte

Mario D. (2013). La struttura della motivazione. Un modello neuro-cognitivo.  Atti del X Convegno Annuale AISC 2013, 177-182.

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